domenica 20 marzo 2011

Bioarchitettura per la scuola materna di Varese. Un progetto di Fabio Vanerio

Una scuola materna progettata secondo i principi della bioarchitettura nasce a Varese da un progetto dell’architetto Fabio Vanerio, di HNArchitetti Associati. Un progetto che, a partire dall’analisi dell’andamento delle temperature, dell’intensità dei venti, delle precipitazioni e della radiazione nei diversi mesi dell’anno, giunge al traguardo dei 32 kWh/mq annui, ottenuti grazie all’attenzione all’impostazione del progetto, ai dettagli costruttivi, ai materiali naturali e alle moderne tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili. La modalità con cui sono assemblati gli elementi del progetto viene suggerita dal luogo in cui esso si inserisce: l’aggregato del nucleo storico di Venegono Inferiore in provincia di Varese. Il carattere introverso di tale sistema viene denunciato dalla costruzione di due muri accostati, che danno vita ad uno spazio che si costituisce come una strada urbana, e dalla disposizione delle aule che, addossate al muro, si affacciano sullo spazio naturale antistante relazionandosi con esso. Lo sviluppo successivo avviene mediante la perdita totale del modello insediativo compatto, dando vita a parti di paese ove le strutture elementari non sono più riconoscibili ed il tracciato viario non è più sistema generatore della morfologia.
Scuola-bioclimatica-1All’interno grande importanza è data alla flessibilità degli ambienti, ottenuta grazie alla scelta di soluzioni che mirano a vincolare nella minor misura possibile gli spazi interni. Dal punto di vista strutturale, l’obiettivo della flessibilità è stato raggiunto utilizzando una struttura portante verticale in legno a telaio che permette luci ampie, il passaggio degli impianti ed il ricambio d’aria meccanizzato. Per le pareti divisorie è stata esclusa la tradizionale soluzione dei tramezzi di laterizi ed intonaco, sostituiti da elementimobili, spostabili e ricollocabili a seconda delle esigenze. Gli impianti sono ispezionabili e posizionati a pavimento.
Sono state effettuate delle simulazioni sul comportamento bioclimatico della scuola, analizzandone la ventilazione e l’irraggiamento.
Scuola-bioclimatica-2Per garantire un ricambio d’aria naturale nei mesi estivi è stato studiato l’andamento delle scie di vento in modo da evidenziare le possibili aree di depressione capaci di generare movimenti d’aria trasversali, combinati a movimenti longitudinali all’interno del corridoio e dal basso verso l’alto nelle aule. Sono stati effettuati studi per determinare, ai fini della ventilazione naturale, i valori ottimali di altezza, profondità e lunghezza dell’edificio. L’analisi della radiazione solare è stata effettuata sia per il periodo estivo che per quello invernale. In particolare sono stati analizzati i giorni 21 giugno e 21 dicembre, quando il sole è rispettivamente più alto e più basso sull’orizzonte.
L’acqua piovana, raccolta mediante drenaggio delle coperture verdi, è convogliata in serbatoi di accumulo e successivamente impiegata per usi sanitari e per irrigare i giardini. L’impiego di pannelli solari e fotovoltaici per la produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili, garantisce un complessivo guadagno energetico di oltre 15'000 kWh/anno, alimenta la pompa di calore e riscalda l’acqua della caldaia a condensazione. Il risultato di tutti questi accorgimenti, ai quali si aggiungono pareti ben coibentate con pannelli naturali in fibra di legno, è una casa che si colloca nella classe di consumo B, che necessita di soli 32 kWh/mq annui. Il progetto della scuola bioclimatica, per l’attenzione posta alle tematiche della sostenibilità ambientale, si è aggiudicato il primo premio nazionale come miglior progetto ANAB.IBN 2009.




lunedì 14 febbraio 2011

Pallet per una architettura sostenibile

I pallet, quelle pedane costituite da assi di legno molto utilizzate nell’industria dei trasporti per movimentare materiale di vario genere, sono usati anche per costruire edifici. Di solito, dopo l’utilizzo vengono bruciati perché restituirli al proprietario costerebbe di più che comprarne di nuovi. Se ne fa un grande spreco quindi. Spreco che ricade sugli alberi, che forniscono ai produttori il legno di cui i pallet sono costituiti. Per questo motivo, gli austriaci Gregor Pils e Andreas Claus Schnetzer, hanno pensato bene di inventare architetture che riducano l’impatto che questi oggetti hanno sull’ambiente e le hanno proposte all’interno di GAU:DI, una competizione di architettura sostenibile tra studenti europei.
I due architetti viennesi, hanno pensato di usare i pallet come materiale da costruzione per la Palettenhaus: tamponature, tramezzi e solai tutti in pallets. Nei paesi poveri o in quei posti dove il legno è il principale materiale da costruzione, abitazioni realizzate in pallet, possono consentire un gran risparmio di questa preziosa risorsa.
I vantaggi di questo originale metodo costruttivo, non sono affatto pochi: i pallets sono leggeri, trasportabili, facilmente reperibili e compatibili dal punto di vista ambientale perché realizzati con materiale naturale. Il loro uso, inoltre, si può considerare ecologico perché sono oggetti che andrebbero altrimenti bruciati. Costano poco (8 euro per un pallet pulito e trattato) e le loro misure e forme sono identiche in tutto il mondo! Per una casa in pallet di 60 mq, ne servono circa 800. Facciamo un rapido calcolo! 800 pallet x 8 euro/ pallet = 6400 euro per lo “scheletro” di un’abitazione di 60 mq… niente male!
Ma dopo aver messo i pallet uno sull’altro, da dove passeranno gli impianti? E l’isolamento termico come si integrerà? Bene, i pallet, sono naturalmente dotati di un alloggiamento per gli impianti: i fori in cui le macchine sollevatrici inseriscono le loro pale, fungeranno da cavedi per il passaggio degli impianti. Lo spessore tra l’intradosso dei pallet ed il piede, sarà poi riempito con materiale isolante da differenziare in base al clima delle diverse zone geografiche: gli architetti austriaci hanno pensato alla sabbia per il risanamento degli slum di Il Cairo, a cellulosa per l’Austria e alla paglia per le case che saranno a breve realizzate in Sudafrica.
Grazie all’isolamento termico, al sistema di ventilazione naturale, il consumo energetico dell’abitazione si aggira intorno ai 24 kWh/mq annui!

martedì 25 gennaio 2011

Biomassa: Teleriscaldamento di Tirano

Biomassa: Teleriscaldamento di Tirano: "Il calore generato dalla combustione delle biomasse può essere utilizzato anche per fornire una sorta di 'teleriscaldamento'. E' quanto avv..."

lunedì 24 gennaio 2011

domenica 23 gennaio 2011

Eco architettura e nuove tendenze del costruire

Guarda come sono nate le case ecologiche!
immagine-ecoarchitettura1La nuova frontiera della tecnologia èl’ecoarchitettura, ovvero l’architettura che si pone come fine lo sfruttamento delle risorse esistenti in natura, divenendo perciò sostenibile con l’ambiente. Anche in Italia, in ritardo rispetto ad altri paesi europei (come Germania, Austria, Svizzera e Inghilterra), si è sviluppata a partire dagli anni ’90, questa nuova tendenza.
In questi ultimi anni è sorto il bisogno di costruire secondo criteri che rispettino l’ambiente e consentano il massimo del risparmio energetico. Lo scopo dell’ecoarchitettura quindi, è stato di rendere più sostenibile la vita fra le quattro mura. In Italia è nata anche l’ANAB, Associazione Nazionale Architettura Bioecologica.
Grandi eco-architetti si sono cimentati nella costruzione di case ecologiche.
Fra questi vi è Alex Michaelis, 40 anni, scelto da David Cameron, giovane leader dei conservatori britannici, per varare il progetto da un milione di sterline della sua residenza londinese (sita aNotting Hill), ristrutturata secondo i più avanzati principi di sostenibilità con un raccoglitore d’acqua piovana che viene filtrata e riciclata. Secondo Michaelis: “Negli ultimi anni molta gente ha iniziato ad interessarsi al modo di costruire ecologico e molti clienti chiedono d’applicare quei principi per il bene proprio e di tutta la società”.
Anche in Italia un famoso ecoarchitetto, Severpaolo Tagliasacchi, ha progettato a Verocai, alle porte di Cortina d’Ampezzo (su commissione di Massimo e Milly Moratti, lui padrone dell’Inter e lei leader dei Verdi milanesi), una villa ecologica con mattoni di argilla cruda che funzionano da termoregolatori e con un fienile tutto in pietra e legno. SecondoTagliasacchi: “Il modo di costruire influenza la salute; e così come oggi si è alzato il livello di attenzione al cibo, lo stesso accade per l’abitare. Sul piano culturale si giudica la bontà di un progetto anche in base alla sua sostenibilità”.
Il modo di costruire e di progettare sta cambiando, l’ecoarchitettura sarà la nuova frontiera dell’abitare, i vantaggi saranno molteplici: meno spreco di risorse, riciclo e sfruttamento dell’energia rinnovabile.Gli svantaggi riguardano i costi, che sono del 10-15 per cento più alti della costruzione delle case normali e vi sono maggiori difficoltà per reperire i materiali da costruzione.

domenica 16 gennaio 2011

domenica 9 gennaio 2011

Brad Pitt eco architetto per Make it Right

Brad Pitt si è impegnato con la sua fondazione Make it Right dopo il 2005 per la ricostruzione di New orleans dopo la distruzione dell'uragano katrina. Le case sono progettate e costruite in modo sostenibile, con specifici requisiti: il costo inferiore ai 150.000 dollari, le misure e la superficie d'ingombro ( i progetti non dovevano superare i 12 metri di larghezza ), la sopraelevazione delle abitazioni e la predisposizione di vie di fuga attraverso i tetti.
Ovviamente tutte le costruzioni oltre ad essere state realizzate con materiali a impatto zero, hanno riscaldamento geotermico ed elettricità prodotta con pannelli solari.
Sono stati coinvolti 14 studi di architettura scelti dall'attore. il progetto è stato documentato in un libro "Architecture in Times of Need: Make It Right", che contiente foto e documenti, oltre alla prefazione scritta da Brad pitt in cui spiega le motivazioni che lo hanno spinto a questo gesto.

Ultimo progetto portato avanti da Make It Right è una casa galleggiante progettata da Morphosis con l’aiuto degli studenti dell’Università della California, destinata a resitere a tempeste e inondazioni La casa galleggiante di Morphosis ha una struttura che simula il funzionamento di una zattera ed è in grado di alzarsi fino a 3,7 metri in caso di inondazioni. Certo, i proprietari dovrebbero comunque abbandonare la casa durante l’emergenza, ma potrebbero tornare ad abitarla immediatamente dopo.





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